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Cadere sulla via di Damasco

Chi non si è mai rovinato da sé non può comprendere la catastrofe.

Sarò più chiaro: chi non è mai caduto picchiando il capo, non ha visto la morte in faccia. Io caddi da un palco, quand’ero piccolo, e tuttora – a distanza di più di vent’anni – porto nel mio corpo il segno di quella caduta: un bernoccolo in fronte. Paolo di Tarso cade e sente la voce del Signore: come ci avverte la lettera ai Galati, ne porterà in corpo le stimmate. Bernoccolo e stimmate: ognuno fa miracoli a modo suo, direbbe Novalis.

Dopo essere caduto, così bambino, smisi di studiare, ossia di fare i compiti per casa; Paolo cade e si converte. Ci siamo entrambi sottratti alla Legge. Segue che la catastrofe – nel senso della rovina – è fuori legge. Forse che, in un’epoca economicista come la nostra, la caduta dei titoli azionari e i crack finanziari siano tentativi di sottrarsi alla Legge del mercato?

Come che sia, il motto ellittico che ci siamo dati per la nostra collana (“Ellissi”, appunto) dice che manca sempre qualcosa, al meno un libro. Mi trovo costretto a stare dentro l’ellissi con un piede solo, venendo a mancare alla massima: almeno il libro, stavolta, c’è. Si tratta di San Paolo. La fondazione dell’universalismo, di Alain Badiou (ed. Cronopio).

Badiou

Cos’è l’universalismo? La volontà di ricondurre il molteplice sotto un’unica direzione, non soffocandone le singolarità. Il tentativo di fondare l’universalismo su San Paolo (poiché ovviamente non è San Paolo a fondarlo, ma Badiou che fonda il proprio concetto su di lui), – questo tentativo regge a malapena. Forse regge meno di me che cerco di stare dentro l’ellissi con un piede solo. Eppure, miracolosamente, il discorso filosofico sull’Apostolo antifilosofo risulta convincente e affascinante. Il libro è strepitoso!

Io, vizioso, in quest’orbita ellittica, mi muovo entro il virtuoso circolo paolino; con un piede solo, certo, ma in bilico, in quel preciso attimo in cui l’altro piede è già fuori, pronto alla fuga.

Non si può certo fare una recensione; mi mancano tempo e voglia, senza contare che questo spazio non è acconcio. Del resto non c’è bisogno di prova alcuna: si legga questo libro per lo stesso motivo per cui Paolo fonda l’universalismo sulla resurrezione di Cristo; — lo si legga per fede.